Per non Dimenticare: Finale Emilia 20 e 29 Maggio 2012

C’è chi dopo il terremoto che ha segnato indelebilmente l’Emilia Romagna non si è più potuto sentire sicuro nella propria casa o, addirittura, non ha più avuto una casa. C’è chi, dopo quella notte del 20 maggio 2012, non ha chiuso occhio per mesi e mesi; e chi ha perso la propria attività, una piazza, un punto d’incontro, una persona cara o un parente. Il terremoto ha tolto agli emiliani, e, specialmente ai finalesi, tante “cose”: tra queste per molti c’era anche la speranza. La gente che l’ha vissuto in prima persona non può dimenticare il terrore, la terra che si muoveva con una violenza tale da non credere possibile. Quella forza immane che è riuscita a disintegrare palazzi e rubare per sempre un pezzo di cuore a quei paesi che si trovavano proprio vicino all’epicentro del terremoto. Era il 20 maggio 2012, quando alle 4.05 del mattino, una scossa di magnitudo 6 fa tremare la terra in tutto il nord Italia. L’epicentro è Finale Emilia, in provincia di Modena, Emilia Romagna. Quella scossa, con una profondità di 6.3 chilometri, ha segnato per sempre questo paese della bassa modenese, con 7 morti, 50 feriti e oltre 5000 sfollati. Il panico, le urla, i pianti, il dolore si sono appropriati in pochi secondi delle persone che non hanno potuto fare a meno di vedere e sentire il crollo sotto i loro occhi di tutto ciò che apparteneva alla loro vita, alla loro casa e famiglia.
Se dopo quel giorno il terrore era già all’apice, l’aria densa di paura e sofferenza, e in un modo o nell’altro i soccorsi e chi ancora riusciva a reagire correvano ai ripari... Non c’è stato nulla di più traumatico che il rivivere un’altra forte scossa, appena 9 giorni dopo. Il 29 maggio 2012 la terra trema di nuovo. Stavolta la scossa è di magnitudo 5.8 con una profondità di 10.2 chilometri, che dissemina lo stesso identico terrore, se non più forte, di pochi giorni prima. Questa volta l’epicentro è fra Medolla e Cavezzo, sempre nel modenese; e le vittime più di 17, compresi degli operai da poco rientrati al lavoro a causa del sisma del 20 maggio.
Lo sciame sismico continua per molto tempo e...a distanza di anni ancora si percepiscono scosse, per fortuna di debole intensità. Sono ormai trascorsi anni da quei giorni del terremoto e si continua a riparare e chiudere le crepe di un sisma che, seppur indimenticabile nel senso più negativo assoluto, non potrà mai abbattere delle persone con un obiettivo comune: voler abitare nell’unico posto che ritengono di dover chiamare casa. I lavori per ricostruire gli edifici continuano. Pian piano sembra riaffiorare la speranza.

  • 20 maggio, 2014
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Racconti di pietra ed acqua

La cultura dell'acqua da sempre fa parte della storia di Finale Emilia e la cittè ancora conserva nelle sue pietre e nella memoria dei Finalesi le tracce dell'importanza che le acque del canale Naviglio, derivate dal fiume Panaro, hanno avuto per la crescita e lo sviluppo del suo territorio.

Per iniziare....Nel 1009 è documentato in località San Lorenzo (a poco meno di 1000 metri ad ovest dell'attuale Finale), nei pressi dell'argine del fiume Panaro, un Castrum Finalis, un villaggio fortificato posto in un'area al confine del contado modenese, ricca di corsi d'acqua e di zone acquitrinose che rendevano più agevole e sicura la navigazione del viaggiare per vie di terra. La necessità di avere un maggior controllo politico-militare ed economico-commerciale di un'area prossima ai territori verso Bologna ed il Po, portò il Comune di Modena a fondare un nuovo castrum di Finale in corrispondenza di un canale derivato dal Panaro, detto dapprima canale Naviglio, quindi Panaro della Lunga. Le sapienti opere di canalizzazione e gestione delle acque incentivarono il collegamento fluviale tra Finale ed il mare Adriatico tramite il Panaro ed il fiume Po, trasformando la città in un crocevia di commerci, di merci e di culture.

Tratto da "racconti di pietra ed acqua 2013", Progetto a cura di Milena Bertacchini Museo Universitario Gemma 1786 - Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche UniMORE.

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  • 12 maggio, 2013
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