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lug06lun

Abbattere o non abbattere: manca una visione di insieme
di: GPonGP (del 06/07/2020 @ 13:22:39, in Finale Emilia, linkato 216 volte)
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Ma se io avessi previsto tutto questo, dati cause e pretesto, le attuali conclusioni,..
(cit. "avvelenata" - Guccini - album Via Paolo Fabbri 43 - 1976)

Leggo che, (con delibera di Giunta datata 02 luglio 2020), si autorizza la demolizione dello stabile, "ex scuole medie" di Finale Emilia, al fine della "riqualificazione dell'area, avviare un processo organico di rigenerazione urbana finalizzato agli obiettivi della sostenibilità ambientale, della coesione sociale e dello sviluppo locale del nuovo spazio pubblico con servizi e attrezzature come fattore d'innesco di una strategia progressiva di messa in sostenibilità della città esistente".

Preso atto che non risulta molto chiaro quanto hanno scritto, ricevo per fortuna chiarimenti, da chi come me non è escluso dalla conoscenza delle risposte, ossia bannato, dal nostro Sindaco, il quale dice che l'edificio delle ex scuole medie, non è agibile, la ristrutturazione sarebbe esosa in termini di risorse economiche, quindi al posto della struttura è preferibile realizzare un giardino e posti auto a sostegno del centro storico, enfatizzare l'area ex convento Santa Chiara.

Qualcuno, ha fatto presente che quell'edificio è agibile, ma il punto non è questo, piuttosto il solito e sempre assente, visione d'insieme per Finale.

Se ci fosse una idea generale, quale ad esempio la qualificazione del contenitore e contenuto delle ex scuole elementari lì adiacenti, come ad esempio spazi per atelier artistici, fab-lab creativi per la produzione di eventi continuativi di attrazione, verso il territorio che si propone in un ambito di valorizzazione di percorsi creativi, culturali e turistici dentro politiche regionali.

Se ci fosse consapevolezza che questo polo innovativo, è adiacente ad un magnifico e vero centro storico finalese, che sfocia su via Trento Trieste, i cui portici delimitati da una fontana illuminata da una parte ed un castello altrettanto attrattivo, potrebbero essere pieni di piccoli bistrot, botteghe storiche ed artigianali.

Se si capisse che poi si può proseguire verso una piazza ristrutturata,(senza fiumicello), per lo shopping a cielo aperto, come un piccolo outlet non solo di capi per abbigliamento.

Se si riuscisse ad ampliare la propria vision e immaginare che si potrebbe proseguire fino alla torre dell'acquedotto, dove prendere una bici per una breve escursione sull'argine o scendere sul fiume per una passeggiata, dove poi riprendere dal quartiere cappuccini, la direzione verso quei magnifici giardini a forma di cuore ed infine far rientro verso il punto di partenza di questo percorso.

Bhè allora, in questo contesto, una demolizione di quell'edificio per realizzare ed aumentare la capacità di parcheggio giardino, assumerebbe anche una valenza accettabile, ma, senza una visione di insieme e per soli principi economici di cassa non lo trovo elegante, propositivo o progettuale, anzi lo trovo assai squallido.

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